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Il Grande Dittatore

RECENSIONE

Il Grande Dittatore

1940 Charlie Chaplin

quando la satira diventa un atto di coraggio

Alcuni film rimangono nella storia per sempre. È il caso del settimo lungometraggio del grande Charlie Chaplin: sceneggiatore, regista, musicista, produttore e interprete principale di questa pellicola.

Protagonista delle vicende è un barbiere ebreo (Charlie Chaplin) di una cittadina tedesca. La sua peculiarità? Somiglia in modo impressionante ad Adenoid Hynkel (aka Adolf Hitler, interpretato dallo stesso Chaplin), dittatore sanguinario salito al potere e promotore di una feroce campagna razzista.

Tra situazioni comiche, cospirazioni, equivoci e uno scambio rocambolesco, il barbiere si troverà a impersonare proprio il malvagio dittatore, raggiungendo l’apice con il famoso Discorso all’umanità, incentrato su libertà e uguaglianza.

Un film che, attraverso la satira, mostra il lato più ridicolo del nazismo, senza dimenticare di educare, prendendo in giro usi e personalità del tempo (come Benito Mussolini), e creando un’opera coraggiosa e senza pari.

Menzione d’onore per la scena del mappamondo, con Wagner in sottofondo, potente come poche altre. Un film imperdibile, unico, ingombrante, divertente, riflessivo, simbolico, che tenta di mettere in guardia sul marcio del mondo e sul potere distruttivo dell’intolleranza.

Non ci sono altre parole per una pellicola che riesce ancora a essere,
a distanza di 86 anni, attuale ed emozionante.

★★★★★ — 5/5

CURIOSITÀ

  • È il primo film di Charlie Chaplin completamente parlato. Simbolico il fatto che l'artista abbia voluto “rompere il silenzio” con un argomento così forte.
  • Chaplin e Hitler erano nati lo stesso anno, lo stesso mese e la stessa settimana, a soli 3 giorni di distanza. Portavano gli stessi baffi e avevano una corporatura simile: da queste somiglianze nasce l'idea del lungometraggio. Chaplin taglierà gli storici baffi subito dopo il film.
  • La pellicola è stata distribuita negli USA dal 1940, mentre in Europa venne bandita fino al 1945 proprio a causa della dittatura nazifascista. Successivamente verrà distribuita in versione censurata. Solo nel 2016, grazie alla Cineteca di Bologna, viene resa disponibile la versione originale non censurata.
  • Per Chaplin è stato il film più costoso: ben 2 milioni di dollari. Gli valse inoltre 5 candidature agli Oscar.
  • Lo stesso Chaplin evidenziò più volte quanto lui e il famoso dittatore fossero due facce della stessa medaglia , accomunati da un'infanzia simile, seppur rappresentanti di due poli opposti dell'animo umano. Disse: “Lui è il pazzo, io il comico. Ma avrebbe potuto essere l'esatto contrario.”
“Mi dispiace, ma io non voglio fare l'imperatore. Non è il mio mestiere. Non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile. Ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci, sempre. Dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro.”
Patrizia Catania

Patrizia Catania

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